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Pd in caduta libera

In Sicilia Pd in calo. Dopo il voto per Renzi si profila l'ennesima resa dei conti interna Annunciata e secondo copione, la sconfitta del centrosinistra alle regionali siciliane segna un'altra battuta d'arresto per il Pd targato Renzi. Mentre gli avversari interni ed esterni scaricano sul egretario la causa della sconfitta, le ripercussioni politiche della debacle democratica non hanno tardato a farsi sentire. Di Maio annuncia che non parteciperà al dibattito con Renzi  Il primo siluro lo ha sganciato il candidato in pectore dei Cinquestelle a Palazzo chigi, Luigi Di Maio . Dopo aver lanciato il guanto di sfida a Renzi ed averlo chiamato ad un confronto televisivo sul presunto accordo fra Pd e Berlusconi, l'esponente grillino ha dato forfait. Ufficialmente la ragione è che Renzi non sarebbe più il candidato premier del centrosinistra . Per quest'ultimo invece si tratterebbe solo di paura ed è il motivo per cui lo stesso Renzi sarà comunque presente martedì...
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Verdini ok a Rosatellum e pronto a dire sì allo ius soli

Verdini interviene al Senato e rivendica la sua appartenenza alla maggioranza Verdini come Belzebu. Verdini come l'uomo che da dietro le quinte manovra e complotta. Verdini regista occulto del Patto del Nazareno. L'uomo dell'inciucio e chi più ne ha nel sacco del qualunquismo e della bassa retorica, più ne metta. Verdini: in maggioranza da sempre Il Senatore e fondatore di Ala, per anni deus ex machina del centrodestra è stato ritratto e continuerà suo malgrado ad esserlo, come e più di tutto ciò che di male si possa vomitare sulla politica. Eppure, dopo il suo intervento di oggi in Senato in occasione del voto finale sul Rosatellum,  si conferma personalità politica di indubbia statura che apparentemente immune agli attacchi personali subiti in questi anni, consegna alla scontata cronaca di questi giorni una lezione civico-politica difficilmente riascoltabile in Parlamento. La Politica sotto assedio Mentre nelle piazze circostanti - più piene di turisti e mend...

Referendum Lombardia e Veneto: cosa cambia?

Il referendum in Lombardia e Veneto Come troppo spesso capita quando in Italia vengono promossi dei referendum il tema del cosa si vota passa in secondo piano rispetto alle ragioni politiche imposte dai partiti. Il tema del referendum C'è chi evoca lo spettro Catalogna per disincentivare il voto ai referendum di domenica. C'è chi snocciola i 64 milioni spesi dalla collettività per l'organizzazione della consultazione.  E c'è chi ovviamente, anche se solo marginalmente, fra i promotori e i detrattori del referendum prova a soffermarsi sul merito della consultazione che però come in altre occasioni viene lasciata in secondo piano. I referendum di Lombardia e Veneto non fanno differenza da questo punto di vista. Anzi. La sovrapposizione in queste settimane di polemiche politiche e non - il voto elettronico in Lombardia  - e illustri precedenti a livello internazionale - Brexit prima Catalogna poi - hanno ulteriormente ridimensionato il peso del quesito. Perch...

Per Renzi Visco potrebbe rivelarsi l'ennesimo boomerang

Ignazio Visco Governatore Bankitalia - foto da www.newspedia. it Chissà se Ignazio Visco se lo sarebbe immaginato. La cosiddetta mozione Visco presentata dal Pd con la benedizione di Matteo Renzi è per molti aspetti un colpo di scena. Il più duro attacco al Governatore della Banca d'Italia non arriva dalle piazze dei piccoli risparmiatori che per mesi hanno infiammato il malcontento popolare verso il sistema bancario italiano. Non giunge nemmeno da quei Cinquestelle che fin da subito portarono il nome di Visco sul banco degli imputati del loro personale e ondivago tribunale della rete. Arriva invece dai banchi del principale partito di Governo con il placet seppur obtorto collo dell'Esecutivo Gentiloni. Dove vuole andare Renzi? Il nome di Visco esce così dagli austeri corridoi di Bankitalia e approda nel dibattito politico e non solo - dalle parti di Francoforte è facilmente ipotizzabile che si stia seguendo la vicenda con non poca tensione - come uno dei tanti prota...

Lo Ius soli è partita di civiltà

Ius soli e dintorni Affermano a destra che lo Ius soli è una provocazione . Che di fronte alle reali necessità del Paese bisognerebbe pensare ad altro. Che per fronteggiare la minaccia del terrorismo si dovrebbe fare di più e poi digiamogelo : è una cosa che non va bene . Blaterano poi i Cinquestelle che lo Ius soli è un regalo alle ideologie. La lista di massime sullo ius soli è di fatto potenzialmente infinita e coinvolge trasversalmente ampi spezzoni di cosiddetta società civile oltre che politicante . In definitiva parlano tutti ma, come spesso capita di questi tempi, tace il buonsenso. Soprattutto resta muto il coraggio. Ius soli significato Lo Ius soli non è atto gratuito come qualche tribunetto vorrebbe far credere ma è un riconoscimento ad un percorso di cittadinanza ben preciso. Che presuppone non solo una radicata permanenza in Italia ma la partecipazione ad un solido cammino di integrazione fatto di istruzione, conoscenza e condivisione di valori, usi e ...

Rousseau e la farsa della democrazia dal basso

Solo qualcuno particolarmente ingenuo può davvero credere che  chi sta dietro Rousseau  sia indenne da interessi politici. L'idea che ci sia un sistema corrotto - la politica tradizionale - ed un altro perfetto e incorruttibile -  Rousseau e i 5 stelle  - è infantile quanto pericolosa. La reazione del M5s Gli attacchi hacker dimostrano non solo la fallibilità più volte acclarata della rete ma anche l'insussistenza di un progetto politico che muove da un assunto e pretende di dirigersi verso una meta coincidente ed illusoria:  la democrazia della rete . La reazione del movimento  di cui si occupano diversi quotidiani dimostra che il tema è scottante perchè mette in discussione la ragione sociale stessa di una dottrina che resta nuda ancora prima di diventare sovrana. Il limite dello spessore politico dei Cinquestelle , già palesatosi con l'inidoneità a governare il quotidiano mostrato drammaticamente da una buona parte dei suoi eletti sul terr...

Fine delle leadership?

In un interessante analisi apparsa su Repubblica, Ilvo Diamanti ha provato a delineare il tramonto delle leadership attuali: da Renzi a Berlusconi , da Grillo a Di Maio, eccezion fatta, pare, per Salvini, non ci sarebbe più spazio per i leader così come conosciuti in questi ultimi anni. Molteplici le ragioni secondo il noto sociologo: delusione e stanchezza dei cittadini anzitutto. Fine di un'era? In realtà a parere di chi scrive non è tanto sul concetto di leadership che ci si dovrebbe soffermare quanto sulle parabole di singoli leader che eventualmente avrebbero espresso potevano ed esaurito la loro benzina. A ben vedere ci sarebbero ragioni per dubitare anche di questo assunto. Basti guardare alla storia degli ultimi vent'anni e seguire la vita politica di Berlusconi per nutrire qualche condizionale. Sarà stato dato per finito almeno una decina di volte: tra vicende giudiziarie e stop elettorali la sua vicenda politica a dare retta ad illuminati analisti sarebbe dovut...