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Fine delle leadership?

In un interessante analisi apparsa su Repubblica, Ilvo Diamanti ha provato a delineare il tramonto delle leadership attuali: da Renzi a Berlusconi, da Grillo a Di Maio, eccezion fatta, pare, per Salvini, non ci sarebbe più spazio per i leader così come conosciuti in questi ultimi anni.
Molteplici le ragioni secondo il noto sociologo: delusione e stanchezza dei cittadini anzitutto.

Fine di un'era?

In realtà a parere di chi scrive non è tanto sul concetto di leadership che ci si dovrebbe soffermare quanto sulle parabole di singoli leader che eventualmente avrebbero espresso potevano ed esaurito la loro benzina. A ben vedere ci sarebbero ragioni per dubitare anche di questo assunto. Basti guardare alla storia degli ultimi vent'anni e seguire la vita politica di Berlusconi per nutrire qualche condizionale. Sarà stato dato per finito almeno una decina di volte: tra vicende giudiziarie e stop elettorali la sua vicenda politica a dare retta ad illuminati analisti sarebbe dovuta terminare molto tempo fa. La storia che questo Paese però ci ha fatto leggere è stata ben diversa. Analoghe perplessità si potrebbero nutrire per la vicenda di Renzi, leader di ben più recente affermazione eppure, a quanto sostengono diversi osservatori, già all'ultimo giro. Anche in questo caso però appare difficile pensare di mettere un punto definitivo ad un'esperienza che continua - almeno nei sondaggi - a ricevere molti consensi e ad apparire per certi versi l'unica ad essere dotata di una certa credibilità.

Gli italiani hanno bisogno di leader

Allora ammesso e non concesso che tutti questi leader - ripetiamo a parte Salvini che pare godere di un consenso personale che travalica quello del suo partito - siano in vista della chiusura di un ciclo andrebbe rivista la posizione degli italiani nei confronti dei leader. La personalizzazione è ben lontana dall'essere abbandonata dagli italiani, non foss'altro per la semplificazione che questo tipo di meccanismo porta con sè. In un'epoca di disinteresse per la politica forse l'unico strumento in grado di indirizzare consensi - per quanto la cosa possa far inorridire gli appassionati di programmi e coalizioni - è proprio l'adesione di natura personale a singoli leader.
Il problema che quindi la fine presunta delle leadership nel caso porrebbe, non è tanto sul concetto di leader quanto sulla statura dei leader stessi. E su questo effettivamente ci sarebbe molto da dire ma comporterebbe uno spazio che meriterebbe una sua apposita riflessione.

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