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Visualizzazione dei post da luglio, 2017

Virginia Raggi su Facebook al limite del ridicolo

Che abbia coraggio è fuor di dubbio. La signora Raggi ha dimostrato in questo primo anno - ormai è più di un anno - da Sindaco della Capitale di avere pelo sullo stomaco per reggere attacchi e situazioni al limite del gestibile. Raggi fuori dalla realtà Ma il coraggio ha sempre più assunto il tono di un'arrogante perdita del senso della misura ed anche di fronte all'ultima crisi che ha rischiato di mettere Roma in ginocchio, il primo cittadino pentastellato ha sfoderato una sfacciataggine da antologia del ridicolo. Roma senz'acqua  La vicenda è nota. Roma ha rischiato e rischia ancora di restare senz'acqua . Per tutti è chiaro che la distribuzione dell'acqua e il suo prelievo è rimesso nelle mani di Acea , Società partecipata dal Comune di Roma che ne è socio di maggioranza relativa. Per tutti - ma evidentemente non per il Sindaco Raggi e i suoi adepti - chi ha scongiurato il paventato e umiliante razionamento dell'acqua è stata la Regione che assie...

Non chiamatela destra

Il confine che attraversa la politica italiana non passa più fra i concetti di destra e sinistra ma fra realismo e populismo. Fra cambiamento e farneticazione. Fra coraggio e paura. Fra responsabilità e scaltra demagogia. Il Centrodestra unito Ecco il motivo per cui chi si appella alla destra sale nei sondaggi ma lascia a casa milioni di elettori che alla destra di un tempo si richiamano e che non riconoscono questo bizzarro assembramento per quella tradizione politica in cui per anni si sono identificati. Perché ciò a cui si fa appello è un mix nefasto fra disperazione e rabbia che è culturalmente nulla che possa essere riconducibile a ciò che tradizionalmente è destra ma molto popolare oggi in chi ha fiato per urlare ma poca voglia di cambiare realmente. Oggi occorre ridisegnare le coordinate del fare politica richiamandosi all'unico criterio guida: l'interesse di un popolo e della nazione. Destra e sinistra Non la si può chiamare nè destra nè  sinistra ma buon...

Perchè Macron ha ragione?

Ha un sapore amaro il risveglio dei fans di Macron che si accorgono di aver investito i loro entusiasmi su un leader ben lontano dal ritratto tutta Europa e altruismo con cui lo avevano dipinto. Sull'immigrazione ci sbatte contro i cancelli di Ventimiglia. Su Fincantieri è pronto a fare tabula rasa dei costosi accordi fin qui portati avanti. Sulla Libia decide da solo e amen se i primi a subire le conseguenze delle scelte su quella terra siamo noi Italiani. Per farla breve gli europeisti nostrani si accorgono che in giro per l'Ue l'Europa è cosa buona e giusta solo fino a quando non intralcia gli interessi nazionali. Giusto o sbagliato non è oggetto di dibattito. Ciò che dovrebbe essere chiaro è che è finita un'epoca. Che il manifesto di Ventotene è una bella pagina di storia che oggi merita di essere rivista alla luce dei cambiamenti epocali che stiamo affrontando. Che l'Italia deve utilizzare le armi negoziali in suo possesso - non tante a dire i...

La Francia si riprende la Libia

Chi plaude al ridimensionamento internazionale dell'Italia in Libia mostra ancora una volta i segni inequivocabili di quel morbo autolesionista che è il masochismo italico. Da sempre ne sono affette le opposizioni che gioiscono dei mali altrui come se l'umiliazione subita oggi per la Libia non rappresenti un danno per l'intero Paese e non solo per il Governo Gentiloni che incassa una dura sconfitta d'immagine. Mentre continua la sua difficile partita in Europa sull'immigrazione l'iniziativa francese sposta il centro politico del Mediterraneo oltre le Alpi e lascia all'Italia la gestione operativa della prima linea. Al di là di ciò che si possa pensare del Governo resta il dubbio che anche la questione in cui si sta gestendo l'affaire Libia a livello internazionale dipenda inevitabilmente dall'assenza di credibilità di istituzioni che continuano a muoversi su un crinale di debolezza che proviene dalla fragilità politica di chi è oggi al Governo . N...

Vitalizi: attacco alla democrazia

In queste giornate di attacco ai vitalizi viene alla mente quel vecchio ma sempre vero adagio per cui la più diabolica sottigliezza del diavolo consisterebbe nel convincere il prossimo della propria inesistenza. Da quando l'ondata demagogica si è impossessata dello spirito di questo Paese prendendo di mira la sua classe politica pare che non esistano altri mali che non siano la politica e i suoi rappresentanti. Ora è chiaro che l'attuale classe dirigente abbia le sue responsabilità nell'essersi autodelegittimata di fronte al popolo e che i vitalizi possano apparire come un odioso e superato privilegio ma forse occorrerebbe maggiore lucidità per analizzare e comprendere le cose. Non è lecito attendersi che lo facciano i tastieristi a Cinquestelle ma è invece legittimo aspettarsi che ciò che resta in Parlamento di un barlume di resistenza al qualunquismo debba assumere il coraggio di riportare alla ragione questo Paese in preda ad un'isteria collet...