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Verdini ok a Rosatellum e pronto a dire sì allo ius soli

Verdini interviene al Senato e rivendica la sua appartenenza alla maggioranza

Verdini come Belzebu. Verdini come l'uomo che da dietro le quinte manovra e complotta. Verdini regista occulto del Patto del Nazareno. L'uomo dell'inciucio e chi più ne ha nel sacco del qualunquismo e della bassa retorica, più ne metta.

Verdini: in maggioranza da sempre

Il Senatore e fondatore di Ala, per anni deus ex machina del centrodestra è stato ritratto e continuerà suo malgrado ad esserlo, come e più di tutto ciò che di male si possa vomitare sulla politica.
Eppure, dopo il suo intervento di oggi in Senato in occasione del voto finale sul Rosatellum, si conferma personalità politica di indubbia statura che apparentemente immune agli attacchi personali subiti in questi anni, consegna alla scontata cronaca di questi giorni una lezione civico-politica difficilmente riascoltabile in Parlamento.

La Politica sotto assedio

Mentre nelle piazze circostanti - più piene di turisti e mendicanti a quanto pare che non di illuminati custodi dell'ordine democratico - si consumava il già visto e triste spettacolo di forcaioli ammaestrati a suon di disinformazione e limpida ignoranza, nell'Aula del Senato si realizzava niente di più e niente di meno di ciò che ci si potrebbe legittimamente attendere: una larga e ampia convergenza politica sulle regole del gioco ovvero la legge elettorale.

I paradossi e le reticenze della politica

Se era scontato che fra i sostenitori di questa Legge ci fosse Denis Verdini altrettanto non lo era il resto del suo intervento che deve far riflettere indipendentemente da quale sia l'opinione che si ha della persona e del politico. In questi anni l'Italia ha vissuto il più potente attacco alla Politica dopo quello che, con strumenti e modalità differenti, venne sferrato attraverso quella serie di iniziative giudiziarie che va sotto il nome di Tangentopoli.
La reazione della Politica oggi come ieri è timida e a tratti impaurita. E non è raro che la politica insegua i suoi detrattori nella patadossale convinzione di potersi così riabilitare.
L'intervento odierno di Verdini sorprende proprio per questa ragione. Perché non nasconde e non traveste la propria natura di Politico ma la rivendica, la difende. Ha il coraggio di promuoverla e indipendentemente dal giudizio che si possa nutrire per il suo percorso politico. Comprende cioè che il voto di oggi non riguardava solamente la legge elettorale ma la necessità di affermare il primato della politica sui ruggiti vigliacchi della rete o sugli inquietanti ululati della piazza.
Indifferentemente dalla natura della vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto e che non potrà che essere giudicata al termine dei processi ancora in corso, oggi Verdini ha reso un servizio alla Politica e alla tenuta democratica del Paese. E di questo dovrebbero prendere atto anche quei commentatori dediti ad alimentare i più bassi istinti del populismo confezionando ritratti personali più consoni a dei rotocalchi da parrucchiere che non ad una corretta informazione e formazione dell'opinione pubblica di una Nazione. Ma dovrebbero soprattutto trarne esempio, tutti coloro che hanno ancora l'orgoglio di fare politica. Coloro che, come Verdini, hanno il dovere di riportare la politica alla dignità quotidianamente calpestata da quell'informe esercito del qualunquismo webete, mosso da presunta onestà ma da acclarata incompetenza.
Verdini Ala


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