Passa ai contenuti principali

Lo Ius soli è partita di civiltà

Ius soli e dintorni

Affermano a destra che lo Ius soli è una provocazione. Che di fronte alle reali necessità del Paese bisognerebbe pensare ad altro. Che per fronteggiare la minaccia del terrorismo si dovrebbe fare di più e poi digiamogelo: è una cosa che non va bene. Blaterano poi i Cinquestelle che lo Ius soli è un regalo alle ideologie. La lista di massime sullo ius soli è di fatto potenzialmente infinita e coinvolge trasversalmente ampi spezzoni di cosiddetta società civile oltre che politicante.
In definitiva parlano tutti ma, come spesso capita di questi tempi, tace il buonsenso. Soprattutto resta muto il coraggio.

Ius soli significato

Lo Ius soli non è atto gratuito come qualche tribunetto vorrebbe far credere ma è un riconoscimento ad un percorso di cittadinanza ben preciso. Che presuppone non solo una radicata permanenza in Italia ma la partecipazione ad un solido cammino di integrazione fatto di istruzione, conoscenza e condivisione di valori, usi e relazioni umane che sono patrimonio non solo di una storia antica ma di una quotidianità spesso sottovalutata.

Oltre la demagogia 

Lo Ius soli non è un regalo ai terroristi
ma un atto dovuto a chi in questo Paese vive e che ha scelto di restare in questo Paese perchè ne condivide la cultura, ne apprezza gli aspetti migliori e ne accetta i limiti.
La vera domanda che a destra come a sinistra dovrebbe emergere è: che tipo di identità trasmette l'Italia in questo momento? Quali conoscenze trasmette oggi la scuola italiana non soltanto ai "nuovi" Italiani ma a chi è Italiano da più generazioni?

Identità e politica

Occorre comprendere che la vera sfida per chi ha l'ambizione di fare politica non è semplicemente concedere o negare la cittadinanza. Prima di far raggiungere o di precludere questo traguardo è necessario un altro tipo di impegno. Definire anzitutto e con esattezza  le coordinate di quell'identità nazionale di cui a parole ci si fa difensori.  Porsi questo interrogativo quando si parla di ius soli e non solo, significa affrontare la questione integrazione nella sua complessità ma anche ragionare, con esiti tutt'altro che scontati,  su quale sia lo stato dell'arte dell'identità culturale, spirituale e valoriale di questo Paese. Si correrà il rischio paradossale ma concreto di dover riconoscere che ci sono non pochi Italiani a cui verrebbe voglia di togliere la cittadinanza e tanti immigrati e loro discendenti a cui dare la cittadinanza d'ufficio. Con o senza lo Ius soli.

Commenti

Post popolari in questo blog

Vitalizi: attacco alla democrazia

In queste giornate di attacco ai vitalizi viene alla mente quel vecchio ma sempre vero adagio per cui la più diabolica sottigliezza del diavolo consisterebbe nel convincere il prossimo della propria inesistenza. Da quando l'ondata demagogica si è impossessata dello spirito di questo Paese prendendo di mira la sua classe politica pare che non esistano altri mali che non siano la politica e i suoi rappresentanti. Ora è chiaro che l'attuale classe dirigente abbia le sue responsabilità nell'essersi autodelegittimata di fronte al popolo e che i vitalizi possano apparire come un odioso e superato privilegio ma forse occorrerebbe maggiore lucidità per analizzare e comprendere le cose. Non è lecito attendersi che lo facciano i tastieristi a Cinquestelle ma è invece legittimo aspettarsi che ciò che resta in Parlamento di un barlume di resistenza al qualunquismo debba assumere il coraggio di riportare alla ragione questo Paese in preda ad un'isteria collet...

Perchè Macron ha ragione?

Ha un sapore amaro il risveglio dei fans di Macron che si accorgono di aver investito i loro entusiasmi su un leader ben lontano dal ritratto tutta Europa e altruismo con cui lo avevano dipinto. Sull'immigrazione ci sbatte contro i cancelli di Ventimiglia. Su Fincantieri è pronto a fare tabula rasa dei costosi accordi fin qui portati avanti. Sulla Libia decide da solo e amen se i primi a subire le conseguenze delle scelte su quella terra siamo noi Italiani. Per farla breve gli europeisti nostrani si accorgono che in giro per l'Ue l'Europa è cosa buona e giusta solo fino a quando non intralcia gli interessi nazionali. Giusto o sbagliato non è oggetto di dibattito. Ciò che dovrebbe essere chiaro è che è finita un'epoca. Che il manifesto di Ventotene è una bella pagina di storia che oggi merita di essere rivista alla luce dei cambiamenti epocali che stiamo affrontando. Che l'Italia deve utilizzare le armi negoziali in suo possesso - non tante a dire i...

Referendum Lombardia e Veneto: cosa cambia?

Il referendum in Lombardia e Veneto Come troppo spesso capita quando in Italia vengono promossi dei referendum il tema del cosa si vota passa in secondo piano rispetto alle ragioni politiche imposte dai partiti. Il tema del referendum C'è chi evoca lo spettro Catalogna per disincentivare il voto ai referendum di domenica. C'è chi snocciola i 64 milioni spesi dalla collettività per l'organizzazione della consultazione.  E c'è chi ovviamente, anche se solo marginalmente, fra i promotori e i detrattori del referendum prova a soffermarsi sul merito della consultazione che però come in altre occasioni viene lasciata in secondo piano. I referendum di Lombardia e Veneto non fanno differenza da questo punto di vista. Anzi. La sovrapposizione in queste settimane di polemiche politiche e non - il voto elettronico in Lombardia  - e illustri precedenti a livello internazionale - Brexit prima Catalogna poi - hanno ulteriormente ridimensionato il peso del quesito. Perch...